{"id":246,"date":"2016-05-06T16:06:42","date_gmt":"2016-05-06T14:06:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.athena-parthenos.com\/blog\/?p=246"},"modified":"2023-05-02T14:12:03","modified_gmt":"2023-05-02T12:12:03","slug":"hai-una-app-cosa-aspetti-a-tradurla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/hai-una-app-cosa-aspetti-a-tradurla\/","title":{"rendered":"Hai una app? cosa aspetti a tradurla?"},"content":{"rendered":"\n<p>Pertanto, i produttori di software che investono nella creazione di app dovrebbero tenere presente che, in quanto prodotto internazionale, il contenuto deve essere ugualmente fruibile dalle persone in tutto il mondo. Per questo motivo \u00e8 essenziale includere la localizzazione di un&#8217;app nelle fasi di sviluppo iniziale, al fine di trarre efficacemente vantaggio dalle possibilit\u00e0 di mercato dell&#8217;app.<\/p>\n\n\n\n<p>Se avete dato per scontato che le nazioni pi\u00f9 grandi a livello di superficie territoriale fossero quelle in cima alla classifica dei maggiori ricavi generati dal download delle app, avete sbagliato i vostri calcoli. Nel 2012, il Guardian ha presentato un report creato da AppAnnie sui ricavi in base ai download mensili in Google Play e nell&#8217;App Store di Apple. Ne \u00e8 emerso che il Giappone ha raggiunto i ricavi maggiori con il 29% su Google Play, seguito dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud con il 26% e il 18%, rispettivamente. Per quanto riguarda l&#8217;App Store, lo scenario \u00e8 leggermente diverso: troviamo gli Stati Uniti al primo posto con il 33%, seguiti dal Giappone con il 14% e il Regno Unito con il 7%. A seguito di questa prima analisi, AppAnnie ha pubblicato un secondo report che mostra che nel 2014 Stati Uniti, Cina, Giappone, Regno Unito e Russia sono stati i primi cinque Paesi a livello di ricavi dell&#8217;App Store. Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Germania e Regno Unito sono stati invece i primi cinque per Google Play (nell&#8217;ordine citato). \u00c8 chiaro che le app presentano il grande vantaggio di poter essere vendute in tutto il mondo grazie a pochi semplici tocchi su uno smartphone. Tuttavia, si tratta di un vantaggio che potrebbe risultare irrilevante se i produttori di software impegnati nello sviluppo delle app non le rendono facilmente comprensibili per le persone che le utilizzano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando: sappiamo con certezza che una considerevole percentuale di tutto il mondo scarica app e che non tutti gli utenti risiedono in Paesi anglofoni, n\u00e9 tantomeno in Paesi dove si parla italiano, ma come possiamo essere sicuri che questi abbiano bisogno della propria lingua madre piuttosto che semplicemente fare affidamento sull&#8217;inglese o sull&#8217;italiano? Beh, prima di tutto, se traducete in pi\u00f9 lingue, i contenuti potranno essere utilizzati da un maggior numero di persone, cosa che rappresenta di sicuro un pro se consideriamo che non tutti i Paesi possono contare su una buona conoscenza della lingua inglese come seconda lingua e ancora meno sulla diffusione dell&#8217;italiano. Potrete di certo sfruttare i vostri contenuti in alcuni Paesi in cui l&#8217;italiano \u00e8 una delle lingue ufficiali, come in Svizzera, oppure potreste commercializzare il prodotto in Paesi europei in cui l&#8217;italiano \u00e8 tutto sommato abbastanza diffuso, come Slovenia e Croazia. Allo stesso modo, traducendo i contenuti in inglese questi saranno fruibili dagli utenti del Regno Unito, degli Stati Uniti e dell&#8217;Australia, mentre il prodotto potrebbe essere commercializzato anche in Paesi europei che vantano una buona conoscenza della lingua, come Svezia e Norvegia, ma la fetta di mercato a disposizione resta comunque abbastanza ristretta. Potreste ritenere sufficiente la traduzione in inglese ma, se ci pensate, esistono circa 194 Paesi nel mondo e, se ci limitiamo a considerare soltanto i Paesi anglofoni che rientrano nei primi 20 che dettano le leggi dell&#8217;economia, solo il Regno Unito e gli Stati Uniti parlano inglese. Russia, India, Cina, Francia e Giappone sono solo alcuni esempi di Paesi potenti che non si trovano poi tanto a loro agio con l&#8217;inglese. Un articolo in Japan Today ha segnalato che gli studenti giapponesi delle scuole superiori sono scesi al di sotto delle aspettative dello Stato per quanto riguarda i test sulla lingua inglese svolti a livello nazionale. Contrariamente alle aspettative, oltre il 50% dei diplomati ha ottenuto risultati inferiori o equivalenti al livello 3 dell&#8217;esame Eiken (prova pratica di inglese). Inoltre, l&#8217;articolo ha evidenziato che il 29,2% degli studenti ha ottenuto un punteggio pari a 0 per quanto riguarda la scrittura e il 13,3% ha ottenuto 0 all&#8217;orale.<br>\u00c8 indubbiamente vero che il Giappone sta incontrando qualche difficolt\u00e0 nell&#8217;apprendimento dell&#8217;inglese, ma anche gli altri Paesi non se la cavano poi tanto meglio. Secondo Euromonitor, analizzando la conoscenza della lingua inglese nei paesi dell&#8217;Unione europea, la Francia \u00e8 al primo posto con il 40% della popolazione in grado di parlare almeno a livello di conversazione, poi vengono l&#8217;Italia con il 33% e la Spagna con il 22%. Allo stesso modo, anche il resto del mondo incontra altrettante difficolt\u00e0: in Brasile solo il 5% \u00e8 in grado di sostenere una conversazione, in Russia il 5,48% e in Cina l&#8217;8%.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri rivelano che oltre a creare un&#8217;app che la gente voglia scaricare e utilizzare, dovete anche pensare a come rendere i contenuti fruibili e di facile comprensione. Questo \u00e8 quello che intendo quando dico che la vostra app deve essere globale: l&#8217;app ha bisogno di essere localizzata e dovrebbe essere disponibile in tutte le lingue dei vostri mercati attuali (e possibilmente anche di quelli nuovi). La localizzazione pu\u00f2 risultare un processo complicato e, se non \u00e8 ben organizzata fin dal principio, potrebbe rivelarsi anche costosa: rischiate di sprecare risorse, tempo e denaro. Per questo motivo, \u00e8 bene affidarsi fin dall&#8217;inizio a una societ\u00e0 di localizzazione in grado di offrirvi consigli sulle strategie per l&#8217;implementazione delle traduzioni, oltre a fornirvi i migliori contenuti tradotti in base al pubblico di destinazione.<br>Tenete sempre a mente che, alla pari di altri ambiti dell&#8217;e-commerce, il consumatore medio di Internet si sente pi\u00f9 a suo agio durante la lettura e l&#8217;acquisto di articoli nella propria lingua madre. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che in questo modo il consumatore comprende appieno il 100% del testo. La capacit\u00e0 di garantire che i clienti comprendano le app nella propria lingua durante una determinata attivit\u00e0, dalla gestione di una fattoria o la clonazione di zombie fino alla consultazione dei materiali di supporto per il vostro programma di allenamento, diventa un fattore chiave affinch\u00e9 la vostra app venga scaricata quando viene messa a confronto con altre che offrono servizi simili.<\/p>\n\n\n\n<p>La dura realt\u00e0 \u00e8 che l&#8217;inglese e l&#8217;italiano, da soli, non vi garantiscono i risultati di cui avete bisogno. Se volete vendere il vostro prodotto in modo efficace su scala internazionale, dovete pensare alle traduzioni come a una parte essenziale del prodotto. Se traducete, non solo aprirete nuovi mercati o incrementerete i ricavi con maggiori download nei vostri attuali mercati internazionali, ma sarete anche in grado di offrire una migliore esperienza ai vostri preziosi utenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo delle applicazioni \u00e8 un vero e proprio business, e sta rapidamente diventando uno di quelli di punta. Molto probabilmente, questo \u00e8 dovuto al fatto che le app sono state progettate fin dal principio come prodotti da vendere a livello globale.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":715,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[431],"tags":[],"class_list":["post-246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-web-digital"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2945,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions\/2945"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}