{"id":2213,"date":"2016-09-21T12:30:15","date_gmt":"2016-09-21T10:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.athena-parthenos.com\/blog\/?p=362"},"modified":"2023-05-02T16:27:34","modified_gmt":"2023-05-02T14:27:34","slug":"colui-che-e-un-artigiano-industriale-alzi-la-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.athena-parthenos.com\/it\/colui-che-e-un-artigiano-industriale-alzi-la-mano\/","title":{"rendered":"Colui che \u00e8 un artigiano industriale alzi la mano"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cNot only I am perfect but I am Italian too\u201d (non solo sono perfetto, ma sono anche italiano), era la scritta che ho visto sulla maglietta di un ragazzo a San Francisco alcuni anni fa. La ricordo ancora come fosse ieri perch\u00e9 \u00e8 un\u2019espressione simbolo di quell\u2019italianit\u00e0 che il Made in Italy aveva contribuito a creare nel mondo. Stiamo infatti parlando di uno standard che ha catapultato gli italiani ai vertici delle produzioni mondiali come ideatori e sostenitori di qualit\u00e0 nonch\u00e9 di design. Uno standard che, se mantenuto, dovrebbe essere in grado di superare le mode e il passare del tempo. Eppure, dopo anni di crisi economica, sorge spontaneo chiedersi se il Made in Italy pu\u00f2 continuare a essere la forza trainante e il valore aggiunto in cui gli italiani devono credere. Io penso che il ripristino degli ideali alla base del Made In Italy costringerebbe le aziende italiane a rivoluzionare il loro prodotto e a innovarlo secondo l\u2019attuale italianit\u00e0, presentando quindi al mondo un prodotto che segue le orme del passato, ma adattato ai tempi moderni e con quella marcia in pi\u00f9 in grado di dettare moda. A quel punto non esporteremmo pi\u00f9 solo un prodotto ma anche valori e servizi aggiunti e la crisi cesserebbe di essere una parola sulla bocca di tutti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. Conoscere la storia per trasformare il futuro<\/h2>\n\n\n\n<p>Qualit\u00e0, estetica, valore: sono questi i principi fondamentali per ottenere un prodotto a marchio Made in Italy. Tuttavia, con il passare degli anni le aziende italiane si sono fatte condizionare dai canoni mondiali troppo generalizzati e, sebbene venga mantenuto il design all\u2019italiana, questo viene poi proposto con le stesse caratteristiche dei suoi concorrenti internazionali. Gli italiani per\u00f2 hanno tutte le armi per essere in grado di differenziarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli anni settanta e ottanta, l\u2019Italia ha vissuto un boom economico comunicando un messaggio forte e chiaro: l\u2019eleganza, l\u2019eccellenza e l\u2019ottima lavorazione sono qualcosa di prettamente italiano. Tuttavia, come succede nel gioco del telefono senza fili, in quarant\u2019anni di storia il Made in Italy ha continuato a incarnare il messaggio originale nonostante se ne trovasse sempre meno traccia. Arriviamo cos\u00ec ai giorni nostri, in cui il calo delle vendite viene giustificato da competizioni su scala mondiale con nazioni che vendono prodotti a prezzi inferiori perch\u00e9 la richiesta principale \u00e8 quella di un prodotto a basso costo ma di grande qualit\u00e0. Per quanto sia di fondamentale importanza essere consapevoli delle tendenze di mercato, se le stesse non vengono prese, rigirate e, se necessario, gettate vie, non avremo mai un concetto di innovazione ma solo di riciclo.<\/p>\n\n\n\n<p>Imparando dalla storia, ritengo sia importante ricordare che il Made in Italy, alla sua nascita, non era una corrente intesa per competere con il resto del mondo, ma semplicemente per distinguersi. Era s\u00ec una risposta al mercato di allora, ma anche un messaggio di innovazione. Prendiamo il caso di Armani, che nel 1979 inizi\u00f2 la sua collaborazione con GFT e pose le basi di ci\u00f2 che avrebbe distinto il Made in Italy da tutte le altre mode: di fronte a una richiesta di produzione industriale si sarebbe risposto con una produzione di massa, ma il prodotto avrebbe avuto la stessa cura nei dettagli di un prodotto artigianale. Avrebbe avuto un prezzo superiore alla media ma le materie prime sarebbero state di qualit\u00e0, rendendo il capo superiore, duraturo e intramontabile; confonderlo con capi provenienti da altre nazioni sarebbe stato impossibile. \u00c8 su quel modo di fare italiano che si svilupp\u00f2 il nostro orgoglio patriottico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. Occhio non vede, cuore non duole. Solo perch\u00e9 non lo vedo non significa che non esista<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggigiorno, il concetto di qualit\u00e0 viaggia spesso in coppia con il concetto di design. L\u2019occhio sembra essere la cosa pi\u00f9 importante, ma \u00e8 fondamentale distinguere i concetti: solo perch\u00e9 un oggetto \u00e8 esteticamente accattivante non significa che lo stesso sia anche di qualit\u00e0. Quest\u2019ultima infatti \u00e8 un aspetto che trascende ci\u00f2 che l\u2019occhio \u00e8 in grado di percepir. \u00c8 fondamentale ricordarsi che bisogna creare un prodotto di qualit\u00e0 affinch\u00e9 duri nel tempo e poi rendere il tutto accattivante sfruttando quelli che sono gli attuali canoni di bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lessi la biografia di Steve Jobs rimasi colpita dalla sua ossessione per il design e dal fatto che per lui fosse fondamentale che l\u2019acquirente provasse un piacere enorme nel vivere il suo prodotto sotto ogni aspetto, anche nel momento stesso in cui apriva la confezione, ma non solo. Tutto doveva essere esteticamente bello e di qualit\u00e0, al punto che aveva fatto ideare delle scatole di design anche per contenere la scheda grafica, che nessuno avrebbe mai visto, essendo all\u2019interno del computer, se non un tecnico durante la riparazione del computer. Quindi non si tratta solo di rendere piacevole quello che \u00e8 il primo impatto del consumatore con il prodotto, ma \u00e8 importante che tutto il corollario sia il risultato di una cura speciale dei dettagli. Una cura che riguarda qualsiasi aspetto, dalla presentazione del prodotto agli elementi di supporto, passando per i meccanismi di funzionamento e la qualit\u00e0 delle materie prime.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. Io canto fuori dal coro<\/h2>\n\n\n\n<p>Viviamo un periodo storico in cui il concetto di globalizzazione apre tanti nuovi orizzonti commerciali quante sfide internazionali e proprio questa consapevolezza dovrebbe spingerci a ricercare dettagli con cui differenziare nettamente il nostro prodotto da tutti gli altri. Dovendo far fronte a una richiesta di massa, con una produzione generalizzata i dettagli sono fondamentali e devono diventare il tratto distintivo. Ostinarsi a competere sulle stesse caratteristiche quando si potrebbe sbaragliare la competizione offrendo qualcosa di unico e differente non \u00e8 la carta vincente. Pensate ad Amazon, uno dei primi grandi magazzini online. Mentre prima esisteva solo la possibilit\u00e0 di fare shopping recandosi al centro commerciale, \u00e8 poi arrivata un&#8217;azienda che porta i negozi da te. Offre variet\u00e0 e selezione addirittura superiori, permettendoci di restare comodamente seduti a casa nostra. Amazon ha preso un metodo di vendita, ha mantenuto i concetti di base uguali e ne ha per\u00f2 innovato l&#8217;applicazione. Quando essere un semplice sito di e-commerce non era pi\u00f9 abbastanza per distinguersi, ha iniziato ad applicare piccoli sovrapprezzi per aggiungere servizi optional che consentono di integrare ulteriori comodit\u00e0 all\u2019esperienza degli acquisti casalinghi, come ad esempio il recapito del pacchetto in sole 24 ore dall\u2019acquisto. \u00c8 d\u2019obbligo per gli italiani investire in questi aspetti senza curarsi di quello che gli altri propongono, l\u2019innovazione nasce infatti dal desiderio di sperimentare con aspetti inesplorati per distinguersi da ci\u00f2 che tutti gli altri fanno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. We no speak americano<\/h2>\n\n\n\n<p>Avere un prodotto Made in Italy non \u00e8 sufficiente per un successo internazionale, specialmente se non si tratta di un marchio che nei decenni ha acquisto gi\u00e0 una certa fama. La comunicazione attraverso canali e linguaggio comprensibili al proprio pubblico internazionale \u00e8 di fondamentale importanza per la sopravvivenza del prodotto. Per questo \u00e8 utile che ci sia anche un vero e proprio programma di comunicazione dei valori intrinsechi al prodotto. Un brand nasce quando il consumatore \u00e8 in grado di comprendere tutti gli aspetti che hanno composto il prodotto, tra cui le specifiche tecniche e la vision aziendale. Non si tratta solo di lanciare una campagna marketing che presenti il prodotto, ma anche di presentare in diverse lingue i manuali per gli utenti e il sito di riferimento, oltre a formare il personale addetto all&#8217;assistenza per pi\u00f9 Paesi. Internazionalizzazione significa che il prodotto viene presentato a un pubblico straniero, che per\u00f2 deve essere in grado di comprendere ci\u00f2 che gli state proponendo, e non potr\u00e0 farlo se voi non gli offrite i mezzi necessari. Capite bene che quindi un canale di comunicazione risulta fondamentale. Il primo passo \u00e8 tradurre tutto il materiale. Il canale di comunicazione deve essere sia linguistico che culturale. Senza modificare quello che \u00e8 il vostro prodotto, dovete trovare quali sono gli elementi chiave che culturalmente attirano il vostro pubblico estero. Per questo motivo le campagne marketing internazionali possono avere linee guida comuni ma fanno leva su aspetti culturali diversi in base al Paese in cui vengono pubblicate. La comunicazione \u00e8 importante, essendo la chiave alla base della comprensione reciproca.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo quello che si \u00e8 rivelato essere un trend globale degli ultimi tempi, spesso dettato dal fare economia per risparmiare in tempi di crisi anzich\u00e9 esportare un nuovo concetto di italianit\u00e0, molte aziende italiane sono aggrappate ai lasciti del passato senza proiettarsi al futuro con un vero concetto di cambiamento volto al successo. L\u2019unica risposta alla crisi \u00e8 investire pesantemente nel nostro prodotto, sia a livello di progettazione che di elementi complementari, ovvero offrire un ottimo customer care. Il nostro compito \u00e8 quello di individuare nuove potenziali\u00e0 e da quelle rilanciare il nostro mercato, mostrando ancora una volta quello che gli italiani sono in grado di fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Noemi Clark &#8211; CEO @ Athena Parthenos<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNot only I am perfect but I am Italian too\u201d (non solo sono perfetto, ma sono anche italiano), era la scritta che ho visto sulla maglietta di un ragazzo a San Francisco alcuni anni fa. 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